Quando esprimo il mio pensiero, non è per imporlo ma per cercare conferme o smentite. Ma non trovo (quasi) mai un interlocutore in grado di argomentare il suo disaccordo portando fatti a conferma del suo punto di vista. In genere, quello che ottengo sono opposizioni immotivate o diplomatica condiscendenza.

Quando faccio una domanda o una richiesta, è perché sono aperto ad una risposta che non mi piaccia, altrimenti starei zitto e/o imporrei la mia volontà. Invece, raccolgo imbarazzo e giustificazioni.

E' davvero così difficile essere sinceri? Se non sei chiaro con me, come posso relazionarmi con te senza la paura di crearti disagio? Io me ne fotto, sia chiaro, se non sai accettare la diversità di vedute o di esigenze, il problema è tuo, non mio. Ma quanto sarebbe più semplice e meno psicologicamente stressante se tutti dicessimo con serenità quello che proviamo o pensiamo? Quanto sarebbe migliore, la vita, se ci confrontassimo con il dubbio di non avere tutte le risposte e le ragioni del mondo?

Una risposta diplomatica mi porta a pensare che l'interlocutore sia diverso da come è, il che comporta che io continui a trattarlo in una maniera che lo mette a disagio.

Esporre il proprio pensiero è l'unico modo che abbiamo per migliorarci attraverso il confronto, ma è anche l'unica possibilità che gli altri possano migliorarsi a loro volta.

Inoltre, come dovrei sentirmi sapendo che l'altro non mi reputa abbastanza forte ed intelligente da gestire ed accettare un punto di vista diverso?

Diplomazia e timidezza (leggi: insicurezza) fanno più male a chi le subisce che a chi le agisce.